Formaggio ubriaco: la storia

formaggio ubriaco al raboso

Il termine “ubriaco” indica quel formaggio che viene affinato nel vino. Fa parte ormai del lessico quotidiano, almeno di quello del cacio. Ma esattamente da dove proviene questo termine? Continua a leggere e scopri la storia del formaggio ubriaco.

Storia

Si racconta di una tradizione che molti contadini e vignaioli mettevano in pratica negli anni della Prima Guerra Mondiale, ossia: mettere le tome di formaggio non ancora stagionate all’interno di botti in cui risiedevano le vinacce. Una tradizione che ha avuto luogo nella zona del trevigiano, soprattutto della pedemontana. Questo avveniva perché i contadini e i caseari, per salvare le tome di formaggio dalla razzia dei soldati austroungarici, le nascondevano sotto le vinacce. Quest’ultime erano considerate materiali di scarto e venivano così “ignorate” dagli invasori. I contadini scoprirono che il formaggio assorbiva dalle esse sapori incredibili.

Questa pratica però si è persa lungo il corso degli anni, restando una tradizione che accumunava solo qualche famiglia. Oggi, il territorio dedicato alla produzione di questo tipico formaggio è l’intera Provincia di Treviso.

Formaggio ubriaco al Raboso

Un formaggio a pasta semidura di media stagionatura, affinato al vino rosso Raboso IGT. È prodotto con latte vaccino proveniente esclusivamente dalla provincia di Treviso ed è riconoscibile non tanto per i profumi ma per l’impressionante combinazione di acidità e tannicità che vi assale appena lo assaggiate. I tannini sono una componente naturale del vino e la caratteristica principale è quella famosa sensazione di astringenza o “allappante”.

Il formaggio ubriaco al Raboso è ottimo da gustare con una buona mostarda, pane casereccio e salumi.

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